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Voci

Come se il problema fossero le cattive compagnie

Cattive compagnie

Cara società, sono stanca. Stanca di essere giudicata per le mie frequentazioni, stanca di sentire che non posso dire parolacce, che non posso indossare gonne troppo corte o che non posso truccarmi troppo per il messaggio che lancio, stanca di sentirmi dire che non posso bere, ma stanca anche di sentirmi dire che se non bevo sono una sfigata.

Se bevo e non reggo vuol dire che non ho mai bevuto e che quindi sono una povera bambina che ha ancora bisogno della protezione materna, se non bevo sono una povera borghese che non sa cosa vuol dire vivere perché non ho mai neanche provato, ma se bevo e reggo allora sono un’ubriaca che non ha diritto di parlare perché inutile alla società. Posso capire cosa devo fare per non sentirmi come una scimmia ammaestrata in un circo?

Fai quello che vuoi, la vita è tua e ne avrai una sola” non funziona più come risposta, perché sono in un’età in cui si vuole l’approvazione di chi ti circonda, ma sembra che qualsiasi cosa si faccia non vada bene. Sono quindi stanca di non poter fare esperienze perché potrei rovinarmi il curriculum, ma non voglio essere spinta a farlo perché, se non lo si fa, gli amici che fanno esperienze si vergognano di te.

Ma nessuno ti giudica”. No, non è vero, la società giudica da sempre. Nessuno è contento di quello che è o che ha e quindi si vanno a creare dei gruppi ristretti ed esclusivi in cui si può entrare solo se si fanno tripli salti carpiati con avvitamenti verso sinistra (almeno per il gruppo di amici che ho io) per atterrare su un filo sospeso sopra una vasca piena di coccodrilli. E la cosa peggiore è che dopo che l’hai fatto prendi pure un voto… e ti sentirai una cretina per averci provato e una cretina per non esserci riuscita.

Circondati di gente che non giudica” sarebbe come cercare una sirena in montagna, anche perché giudicare ormai è diventato un hobby, una questione di routine. È un’azione che non può essere confusa con il gossip ma che non lo esclude. Non abbiamo più una vita privata, e questo non per il social ma perché tutti vogliono raggiungere la perfezione non capendo che nessuno è perfetto, e che un gruppo è bello perché è vario.

Come mai se un ragazzo palpa il sedere ad una ragazza che aveva bevuto e che non regge, la colpa va alla ragazza che non doveva bere? Non voglio scatenare le femministe che inizieranno sicuramente a dire che questa società è troppo maschilista, perché credo che vivere in questo mondo sia difficile per entrambi i sessi.

Ma siamo noi che ci stiamo complicando la vita da soli, perché non pesiamo le parole che diciamo o che scriviamo, non si arriva più in modo diretto al problema ma lo si aggira poiché non abbiamo più le palle per agire direttamente. Il punto è che io voglio sentirmi libera di bere e di non reggere, di indossare una gonna corta, di non fumare, di dire parolacce e di volere un abbraccio sincero, e tutto questo non perché sono donna ma perché sono umana.

Blu Dòmini

(In copertina bcp.group da pngtree)


Articolo originariamente pubblicato su @iltempodelleidee, in data 4 gennaio 2020.

Il Tempo delle Idee

Voci. Un’idea originale di Elettra Domini. A cura di Elettra Domini e Davide Lamandini.

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