Editoriali

Le luci del mattino

“Troppo lungo”, sarà l’opinione più diffusa sull’editoriale di ottobre 2019, questo mese per l’eccezione diviso addirittura in due parti (mentre lo dico dalla regia mi sottolineano che già gli editoriali “di solito non hanno molte visualizzazioni”, figurati se superi le 10.000 battute). Mi sono sempre piaciute le regole.

Eppure, per una volta, c’è tanto di cui parlare – al contrario di quello che dicono sempre i caporedattori, che impazziscono a trovare ogni mese qualcosa di nuovo con cui riempire lo spazio -, perché abbiamo appena lasciato passare un’estate intera, perché l’autunno nel frattempo ha mosso i suoi primi passi, dopo un lungo silenzio di più di tre mesi, perché bisogna fare il punto e rilanciarsi verso nuovi orizzonti. Vedere le luci del mattino, anche quando le giornate diventano sempre più buie e la tentazione è quella di chiudersi in casa, di fronte al camino che tutti sogniamo di avere in salotto, con un libro tra le mani, una coperta sulle gambe e una tazza fumante di cioccolata calda non molto distante.

Dopo avervi raccontato, nella prima parte di questo editoriale, il nuovo assetto delle rubriche e una selezione dei migliori articoli usciti negli ultimi mesi, stavolta vi mostrerò i passi concreti che abbiamo fatto per avvicinarci sempre di più a questi nuovi orizzonti, luci che, per parafrasare Roberto Vecchioni, più le insegui più ti vanno lontano.

Tempo di Idee su Giovani Reporter

Chi mi conosce sa che detesto fare le cose da solo. Non che non mi creda capace, o non creda capaci le persone che lavorano con me, assolutamente no, ma non riesco proprio a pensare a un progetto – grande o piccolo che sia – se non a una collaborazione tra più parti, dove ognuno mette in gioco le sue competenze, la sua sensibilità, i suoi pregi e, per fortuna, anche i suoi difetti. Collaborare è una parola meravigliosa, l’etimologia (e il buon Brini mi perdonerà se rubo un po’ di spazio a Parole Chiave, ma recupererò scrivendogli presto un articolo per tale rubrica) proviene dal latino cum + laborare, con il significato di “lavorare insieme“.

Logo di Il Tempo delle Idee.

Credo che sia un ottimo punto di partenza per questa parte. Oltre a essere l’anno in cui abbiamo allargato tantissimo il bacino di utenti di Giovani Reporter, il 2019 è stato anche l’anno delle collaborazioni. E si spera che, come abbiamo ripetuto più volte, questo sia soltanto l’inizio. La prima che voglio presentare è probabilmente quella a cui tengo di più, e cioè il lavoro che stiamo realizzando con il progetto nato su Instagram Il Tempo delle Idee, rappresentato da una delle loro autrici di punta, Blu Dòmini, collaboratrice anche di GR.

La sinergia ha portato a un vero e proprio “tempo delle idee”, un nuovo modo per permettere ai giovani di condividere le proprie opinioni. L’esordio è stato affidato alla stessa Blu, con Si ritorna all’occhio per occhio, dedicato all’omicidio di Mario Cerciello Rega; e poi lo scambio ha portato alla pubblicazione dell’articolo Sudicio Suicidio di Tommaso Malpensa, un punto di vista forte sulla morte della sinistra storica, primo testo in assoluto uscito per Il Tempo delle Idee, e alla comune progettazione del racconto Cronache dallo sgombero di XM24, a cura di Stella Mantani. Il doppio articolo Euroinomani e Una parola sull’Unione Europea, di Tommaso Malpensa e Blu Dòmini, chiude il quadro del mese di settembre; mentre a ottobre sempre Blu ha firmato il bellissimo Il terrone va di moda per la rubrica “Voci di Giovani Reporter.

Il Tempo delle Idee è un gruppo di giovani che vogliono far sentire la propria voce, un po’ come noi, e che hanno avuto la geniale intuizione di farlo attraverso Instagram, il social più usato dai ragazzi negli ultimi anni. Condividere cultura, opinioni, idee e – perché no? – anche proposte e visioni per il futuro dovrebbe essere una prerogativa di qualsiasi testata giornalistica che si lanci sul mercato con l’ambizione di “emergere“, nel pozzo senza fondo del web. Seguiteli, seguiteci, condividete i loro e i nostri articoli, per sentire un racconto diverso del mondo, più semplice, magari ingenuo, ma forte come solo l’opinione di un giovane può essere.

Alla scoperta della “Bologna Nascosta

Importante, invece, per quello che rappresenta e per l’orgoglio che ho nell’annunciarla, la collaborazione imbastita dal vice caporedattore di Giovani Reporter Francesco Faccioli con il giornale online Gazzetta di Bologna, gestita da Tommaso Felicetti. Insieme abbiamo progettato e dato vita alla rubrica “Bologna Nascosta“, una serie di articoli curati ogni volta da un autore diverso, centrati sulla riscoperta di un angolo poco conosciuto della nostra meravigliosa città e ritrovabili sul loro sito all’apposita categoria oppure nei nostri Percorsi Tematici, con due inediti a settimana fino a dicembre.

Logo della Gazzetta di Bologna.

Oltre al testo di apertura, magistralmente scritto da Faccioli stesso e focalizzato sulla storia di via de’ Mussolini, nelle settimane successive e in questi giorni si sono alternati e si alterneranno autori del calibro di Clarice Agostini, Elisa Ciofini e Iacopo Brini. Storia, calcio, scienze, cinema, musica e arte; senza tralasciare alcune storie particolari e curiose come la ricerca della pietra filosofale a Bologna o la cronaca degli omicidi del DAMS. Un passo dopo l’altro, senza fretta, raccontando i momenti più interessanti della nostra storia locale.

Collaborazioni sul territorio

San-Filippo-Neri-logo
Logo del LabOratorio di San Filippo Neri.

E, proprio per valorizzare questo patrimonio locale, storico ma non solo, abbiamo aperto tre collaborazioni con altrettanti enti protagonisti della vita culturale di Bologna. Il primo è il LabOratorio di San Filippo Neri, in via Manzoni al numero 5 (link al sito ufficiale), rappresentato da Mariangela Pitturru, dove abbiamo assistito a numerose conferenze, presentazioni di libri e spettacoli teatrali. Fino ad ora sono nati da qui l’intervista a Beppe Severgnini Diario sentimentale di un giornalista, realizzata dal sottoscritto, da Tommaso Palmonari, Elettra Dòmini e Iacopo Brini; il resoconto del concerto di musica classica curato da Bologna Festival con il Quartetto Noûs nell’ambito della rassegna “Il Nuovo l’Antico“; e la straordinaria intervista di Federica Marullo ai componenti de Lo Stato Sociale. Fino ad ora.

Logo dello
Spazio Graf.

Subito dopo abbiamo iniziato a lavorare con lo spazio Graf di Bologna (sito ufficiale), grazie ad Angela Parisi e Simone Borsari, che desidero ringraziare caldamente in questa sede per le tante opportunità che mi hanno offerto in passato e che continuano ad offrirmi, ogni volta su un progetto nuovo. Nello specifico, per il momento abbiamo assistito alla conferenza sul clima di Vittorio Marletto, il responsabile del centro ARPAE Emilia-Romagna e gli abbiamo fatto una lunga e approfondita intervista, curata da Stefano Maggio.

Logo della Casa della Conoscenza.

La terza, e ultima – per il momento – delle collaborazioni aperte sul territorio di Bologna, riguarda la biblioteca di Casalecchio di Reno, la Casa della Conoscenza. Al momento non posso ancora dire nulla su questo ma direi che tra un mese circa, nell’editoriale di novembre, potrò raccontarvi del dettaglio ogni cosa.

Giovani Reporter e Radio C.A.P.

Radio Cap
Logo di Radio C.A.P.

Durante la presentazione del 14 aprile 2019 abbiamo annunciato un contributo in arrivo da parte dei ragazzi della web radio Radio C.A.P. e oggi posso annunciare che la collaborazione esiste, è già iniziata e continuerà nei prossimi mesi. Abbiamo pubblicato a maggio come episodio di lancio del progetto l’inchiesta sul caporalato in Emilia-Romagna. Da settembre, invece, la cadenza è diventata più serrata, con l’uscita di show come La città invisibile (con la prima puntata dedicata ai ragazzi di Benkelema e la seconda incentrata sull’intervista a Sandro Ruotolo), Voci di legalità e Dirty Talk. Di queste ultime due, una realizzata con Libera Bologna sul tema della mafia e una interessata a raccontare in modo innovativo e senza censure il sesso. Questo mese, poi, sono stati lanciati un approfondimento su due artisti emergenti della scena reggaeton bolognese e una serie di consigli di musica per persone autunnali, vista la nuova stagione appena arrivata.

E anche questo, neanche a dirlo, è solo l’inizio. Presto tante altre novità per cercare di raccontarvi ogni giorno quello che stiamo facendo e il sogno che abbiamo di crescere a modo nostro.

Davide Lamandini

Leggi la prima parte dell’editoriale di ottobre 2019:

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