Editoriali

Dopo un altro tramonto

Nove mesi. Possiamo dire che abbiamo iniziato davvero questa avventura nove mesi fa e che, in questo breve ma – dal punto di vista editoriale – lunghissimo periodo di tempo, siamo stati in grado di raggiungere degli ottimi risultati. Non posso certo nascondere che durante il percorso ci siamo trovati di fronte ad ostacoli, imprevisti e difficoltà che spesso non siamo stati in grado di prevedere. Però oggi siamo qui e possiamo vantare un archivio di oltre duecento articoli (scritti da circa quaranta autori in – mi piace sottolinearlo – nove mesi), più di cinquanta collaboratori e una sezione video che gradualmente sta facendo ogni giorno passi avanti. E non è poco, almeno secondo me.

Se settembre di solito è il mese dei bilanci, ottobre diventa quello dei rilanci; passata la pausa estiva, dopo un altro tramonto terribile e meraviglioso, si contano i risultati, si festeggiano i successi e si cerca di imparare dagli errori compiuti. Nell’industria editoriale si ricomincia a pubblicare con regolarità romanzi inediti, nel cinema si presentano i film su cui si punta di più, mentre gli studenti iniziano con trepidazione i primi giorni di scuola e, per i giornali, è tempo di riprendere il ritmo consueto, lanciare le novità e presentare ai lettori i progetti in cantiere per l’autunno.

E noi non ci sottrarremo certo a questo rito, che ormai è tradizione in quasi tutti i settori artistici, ma prima cercheremo di volgere uno sguardo indietro per riavvolgere il nastro di almeno un paio di mesi, fare il punto della situazione e vedere cosa è successo in questa lunga estate calda, nella prima parte di questo editoriale.

La lunga estate calda

Per aprire le danze, parliamo degli esordi. L’ultimo editoriale risale a inizio giugno, in pieno svolgimento degli esami di maturità, e da allora tantissimi nuovi autori hanno pubblicato i loro primi articoli su Giovani Reporter. Il primo è stato Giovanni Palmisano, che per le sezioni sport e opinione ha scritto un testo diviso in due parti e intitolato Le nuove regole del calcio. Lo ha seguito, quasi un mese dopo, una autrice entrata direttamente dalla redazione del giornale scolastico Claxon: Arianna Bandiera, che ha avviato la sua carriera su GR con la recensione della terza stagione di Stranger Things e subito dopo ha affiancato Alice Buselli nella trasferta che hanno fatto per intervistare i proprietari di Friendly Shop Italia, a Padova.

Altro esordio di rilievo: Anna Passanese, entrata in Giovani Reporter a metà luglio. Il suo primo articolo, a cavallo tra approfondimento scientifico e racconto culturale, analizza il concetto di informazione, partendo dalla rivoluzione digitale del nuovo millennio. Il 6 agosto, invece, è stata la volta di Blu Dòmini (sorella di Elettra, una delle nostre autrici di punta), già impegnata sulla pagina Instagram “Il Tempo delle Idee”, che ha pubblicato un articolo di opinione sull’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega.

Sono seguiti a ruota Tommaso Malpensa, autore dell’approfondimento sulle origini della Sinistra Sudicio suicidio; e Ester Alma Romiti, che ha pubblicato un lungo testo nel quale ha riassunto la storia dell’omicidio di Stefano Cucchi. A settembre, invece, sono da notare il debutto di Teresa Caini, con una ricerca sul ruolo dell’epigenetica e, subito dopo, con l’articolo Strappi nel cielo di carta, per la rubrica “Il Punto“; e quello di Giada Corso (proveniente anche lei dalle fila di Claxon), autrice per la sezione musica di I Brockhampton e l’elaborazione del vuoto.

A inizio ottobre, invece, la fotografa Maria Luce Neri ha pubblicato una bellissima galleria di immagini tratte dalla terza manifestazione del Friday For Future e scattate a Bologna, dal titolo Non bruciateci il futuro. Per una volta solo foto, per colpire i lettori, per mostrare e non soltanto raccontare, perché “fare un nuovo passo, dire una nuova parola, è ciò che la gente teme di più” e perché, decisamente, in alcuni casi un’immagine vale più di mille parole. Ultimo in ordine di tempo, lo straordinario disegnatore Riccardo La Barbera, che sulle pagine di Giovani Reporter racconta la sua esperienza al Lucca Comics & Games, in attesa della nuova edizione della Fiera del Fumetto più grande d’Europa. Insomma, qualche novità, dicono.

Duecento di questi articoli

Ormai due mesi fa, il 9 agosto, è stato giorno in cui abbiamo ufficialmente festeggiato i duecento articoli di Giovani Reporter. E l’abbiamo fatto con un episodio speciale, curato dal sottoscritto e dal vice caporedattore Francesco Faccioli, intitolato Come aprire un giornale online. L’idea era presentare nel modo più oggettivo possibile i quattro elementi fondamentali per dare vita a un progetto come il nostro e tutti quelli accessori – necessari o quantomeno utili – per tradurre un’intuizione in realtà. Abbiamo messo in questo articolo il nostro primo anno di esperienza; se tutto andrà come speriamo possa andare, l’appuntamento è sempre su Giovani Reporter tra altri dodici mesi, quando vi aggiorneremo su tutto quello che di nuovo nel frattempo avremo appreso.

Diverse voci, identità diverse

Una domanda fondamentale quando si realizza un progetto di questo tipo (ma il discorso si potrebbe ampliare senza problemi a qualsiasi genere di progetto) è “Cosa vogliamo essere?“. Chi siamo e dove vogliamo andare. Quello che, nella guida a come aprire un giornale online, abbiamo definito “sapere per cosa si combatte”. Esatto. Non si può andare avanti senza.

Di conseguenza abbiamo deciso di dare a Giovani Reporter un’identità. Anzi, sarebbe meglio dire, più identità. Tutte quelle che possiamo avere, una per ogni autore, con il grande filo conduttore del cercare di mostrare la voce, le opinioni e i punti di vista di giovani che, con sguardo impreciso (certo), curiosità (si spera), coraggio (altrimenti non si potrebbe fare nulla) e anche troppa ingenuità, vivono ogni giorno sulla loro pelle il mondo che cambia. Per fare questo abbiamo creato quattro rubriche, che da settembre raccolgono gli articoli più complessi di Giovani Reporter.

La prima, ideata e iniziata dal sottoscritto, si intitola “Il Punto“; due appuntamenti al mese per unire cronaca, cultura, opinione e scienza, una dimensione in cui Luigi Pirandello può esistere in parallelo a Ludovico Ariosto e in cui entrambi ascoltano i concerti dei Pink Floyd, partecipano con convinzione all’abbattimento del muro di Berlino e si interrogano sulle insidie del web e sui grandi dilemmi che perseguitano l’uomo contemporaneo, un Oreste forte e irreprensibile diventato quasi per caso il fantasma di Amleto. La seconda rubrica, invece, è un progetto culturale. Si intitola “Parole Chiave” e racconta, di volta in volta, un argomento di attualità partendo dall’etimologia di una parola che ne può descrivere alla perfezione il significato. Il primo articolo, Verità, è stato scritto da Iacopo Brini, mentre il successivo, Credere, da Sara Carenza. E tanti altri sono in arrivo.

Più giornalistiche e brevi, sono invece le restanti due rubriche lanciate lo scorso mese. Una è “I Racconti“, raccolta di brevi articoli in cui si sovrappongono la dimensione della cronaca locale e quella dell’esperienza personale, dando vita a degli spaccati, realistici e potenti, di vita vissuta. A inizio agosto è uscito nei racconti l’articolo Cronache dallo sgombero di XM24, con il testo originale di Stella Mantani e l’immagine di copertina del fotografo Michele Lapini. L’altra è “Voci“, nata da un’idea di Elettra Domini e aperta dalla sua lettera “Ma come ti vesti?“. Il taglio di questi articoli deve essere più forte, polemico e incisivo. Devono lasciare qualcosa e non essere dimenticati facilmente. Al lavoro sui testi la stessa Elettra, e autrici come sua sorella Blu Domini, come Alice Buselli e Ester Alma Romiti.

Lascia il segno

A proposito di non essere dimenticati, non posso certo concludere la prima parte di questo editoriale senza sottolineare gli articoli più importanti dei tre mesi appena passati che non ho avuto ancora occasione di citare insieme alle rubriche di cui fanno parte o agli eventi che raccontano. Per questo torniamo nel cuore dell’estate e recuperiamo dei testi che, altrimenti, probabilmente andranno persi nell’insieme generale degli articoli pubblicati.

In ordine di tempo, è necessario sottolineare l’intervista ai direttori editoriali della rivista letteraria “Il rifugio dell’ircocervo“, che Elisa Ciofini ha curato a inizio luglio; poi la recensione scritta da Francesco Faccioli del nuovo romanzo di Michel Houellebecq, Serotonina; la mia critica al nuovo esame di Stato, sostenuto da poco; l’intervista che Arianna Bandiera e Alice Buselli hanno realizzato a Padova all’interno di Friendly Shop Italia; e il nuovo articolo di Elettra Domini pubblicato in società E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta. A inizio agosto, invece, oltre ai titoli sopra indicati, si segnalano l’articolo storico di Luca Malservigi La Rosa Bianca, la perfetta analisi politica di Federico Speme sulla crisi di governo. E, il mese successivo il nuovo pezzo di Clarice Agostini, Esplosioni di vita e di morte, il doppio articolo pro e contro Europa Euroinomani e Una parola sull’Unione Europea, di Tommaso Malpensa e Blu Domini, e il Dialogo sulla nascita di Italia Viva, a cura di Duilio Rega e Federico Speme.

Un caleidoscopio di colori, emozioni, argomenti e passioni, denso di significati, opinioni e racconti, che passo dopo passo, tassello dopo tassello, andranno a comporre un unico grande mosaico. In due parole, Giovani Reporter.

Davide Lamandini

Leggi la seconda parte dell’editoriale di ottobre 2019:

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