Voci

Il terrone va di moda

Terrone

“Guardi, sinceramente quello che pensa lei, a me proprio non me ne frega un bel niente. Per me i meridionali sono meridionali anche nel 4000 non nel 2000; ragion per cui ho frenato un pochettino perché guardi per me i meridionali, i neri, i rom… per me siete tutti uguali, io sono proprio razzista ma al 100% quindi a me quello che dice lei, quello che pensa lei non frega proprio niente. Sinceramente, se vuole comprare la casa se la compra; se non vuole comprare la casa non se la compra… Sono razzista e Salviniana”Registrazione fatta da Deborah Prencipe.


Carissima Signora, questo articolo è per lei.

E per il suo “Capitano”. Potrei parlare per ore dicendo cosa penso di questo uomo, ma mi limiterò a ricordare che, prima di diventare un leghista, è stato un compagno – nel 1996 ha fatto parte dei comunisti padani –, è stato un renziano, e poi è entrato in orbita sovranista. Eppure non mi trovo qui a parlare di Salvini, ma di Deborah Prencipe, la giovane ragazza di Foggia che non ha potuto prendere in affitto una casa perché meridionale. Forse vi starete chiedendo il motivo, ma la risposta è semplicissima. Perché, da quando questo individuo volubile nelle idee politiche è salito al governo, i razzisti, gli omofobi e le varie fecce della società si sono sentiti legittimati a strisciare fuori dai buchi freddi e umidi dove si erano rintanati, e vi do una triste notizia… credo che siano venuti per restare.

Come lo so? Viviamo in un mondo in cui i ragazzi ancora fanno fatica a dire ai propri genitori di essere gay, in cui le ragazze hanno paura di girare da sole perché temono ogni ombra inaspettata e in cui anche gli adulti iniziano a farsi spaventare dall’uomo nero. Certe paure, forse, si trovano da sempre nella coscienza collettiva degli uomini, ma, nel clima d’odio che Salvini con tanta forza ha cercato di alimentare negli ultimi anni, si moltiplicano benissimo e, anzi, hanno trovato il loro habitat ideale.

Non so voi, ma io perdo qualsiasi tipo di speranza nei confronti dell’umanità quando vedo qualcuno che fa il superiore rispetto ad altri individui. In questo caso una donna dal nome completamente irrilevante, esattamente come la sua persona, ha impedito ad una ragazza di prendere in affitto una casa. Cosa fa credere alla gente di essere sempre migliore degli altri? Bella domanda, in sedici anni della mia vita non mi sono mai sentita così. Eppure la storia è piena di personaggi che impongono il loro dominio su una minoranza.

Ma la cosa non torna, il “suo capitano” ha fatto virare la nave appena ha capito che al Sud avrebbe ottenuto più voti, e la signora, nonostante questo incredibile e inaspettato cambio di rotta,  ricorda che, un tempo non così tanto lontano da poter essere dimenticato, il partito portava il nome di Lega Nord; che, prima che Salvini iniziasse a parlare con il Vangelo nel cuore e il rosario in mano, lui stesso si era definito “l’ultimo dei cristiani”; che prima di andare in vacanza in Campania, Sicilia e nelle “perle del nostro Sud” andava in Valcamonica, Valchiavenna; che “prima il Nord, sempre”.

Tutto questo odio non va bene, soprattutto quando limita la vita degli altri. L’aracnofobia, l’agorafobia, la glossofobia sono tra le paure più frequenti che prova l’uomo, ma non esiste la paura dei “terroni”, perché non credo sia possibile aver paura di un coetaneo, di un giovane o di un anziano solo perché parla un dialetto o ha un pensiero diverso dal tuo. Proprio per questo io non odio la donna in questione, anzi vorrei ringraziarla per avermi ricordato che la vita senza conoscenza si limita soltanto a una favola della buona notte, mentre è molto di più, è un misto tra un romanzo rosa, un horror, un fantasy e uno storico.

Mi dispiace che debba vivere nella continua ignoranza, le faccio le mie condoglianze. Buona vita.

Blu Dòmini

(In copertina rielaborazione grafica di uno slogan della Lega, quando ancora si chiamava Lega Nord)


Articolo originariamente pubblicato su @iltempodelleidee, in data 12 settembre 2019.

Il Tempo delle Idee

Voci. Un’idea originale di Elettra Domini. A cura di Elettra Domini e Davide Lamandini.

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