CronacaI Racconti

Cronache dallo sgombero di XM24

XM24

Era la mattina del 6 agosto, io mi trovavo in montagna con delle amiche a godermi un po’ il fresco e a non pensare a nulla, quando sullo schermo del mio telefono un messaggio di mia madre ha cambiato tutto:

Stanno sgomberando XM24, il babbo viene a prendervi prima di pranzo.

Immediatamente mi sono fiondata in cucina dove si trovava la radio che in quella casetta nel bosco era l’unico oggetto che potesse tenermi legata alla realtà ed eventualmente darmi qualche notizia. A Radio Tre però non parlavano di nessuno sgombero, né di nessun centro sociale bolognese, ma si stava discutendo dell’approvazione del Decreto Sicurezza Bis avvenuta il giorno prima, altro colpo al cuore. Sperduta in quel di Burzanella, piccola frazione di Camugnano che conta poco più di cinquanta abitanti, ascoltando quella trasmissione radiofonica mi sembrava di star vivendo un incubo.

Poco dopo le 11.00 io e mio padre eravamo arrivati al 24 di via Fioravanti e sfilavamo in mezzo a carabinieri, vigili, guardia forestale e polizia antisommossa a testa alta guardandoli grondare di sudore e sorridendogli. Sul parco dietro quello che era, ormai, l’XM24 c’erano un migliaio di persone che ballavano e cantavano e ogni tanto urlavano alle divise blu e alle ruspe “democratiche” che stavano distruggendo una realtà esistente da diciassette lunghi anni. Ripensandoci adesso, quel posto ha la mia età.

Ricordo nitidamente il murale di Blu davanti al quale giocavo da piccola e ricordo quando i miei genitori portavano me e mia sorella all’XM24 e la prima cosa che facevo era correre al banco del miele per fare degli assaggi gratuiti per poi raggiungere i miei amici come se avessi affrontato la prova di coraggio più temibile del mondo, quel posto profumava di casa. Quando ci tornai, più grande, vedevo quello spazio con occhi diversi, era diventato un’opportunità di aggregazione sociale e un luogo in cui assaggiare ottima birra (anche se non più gratuitamente), però il profumo era rimasto lo stesso, anzi, si odorava, se possibile, ancora più aria di libertà.

Ieri, invece, il profumo era diverso, perché contaminato dal Nulla che stava avanzando formato da lacrime, macerie, sudore e speranze infrante; il profumo, però, non era sparito, era lì a sovrastare il tanfo del Nulla, girando tra persone che festeggiavano e salendo su fino al tetto dell’XM24, dove una decina di ragazzi agitava bandiere e ogni tanto parlava al megafono facendo notare, ad esempio, che la polizia aveva parcheggiato nel posto dei disabili. La grandissima famiglia che in diciassette anni si era creata era lì, Willie era lì a borbottare qualche frase apparentemente insensata ogni tanto, come “what fuckin’ pacco“, mio padre e i suoi amici che cantavano erano lì, gli anziani che andavano a fare la spesa all’ex mercato ortofrutticolo erano lì, i bambini che come me giocavano davanti al murale di Blu (che da anni non esiste più) erano lì.

Io ero lì, il 6 agosto 2019, a guardare le ruspe, ad aspettare trepidante ogni notizia utile dal canale Telegram dell’XM24, a mangiare la pasta davanti ai carabinieri indispettiti, a vedere lacrime di chi lì ci era cresciuto, ad ascoltare i nostri cori contro la polizia che sorrideva beffarda, ero lì insieme ai ragazzi sul tetto, a quelli sul trabattello, a quelli in piscina vestiti da sirenetti, a quelli sul trapezio, a quelli sui tessuti e a quelli sul prato; ero lì quando hanno comunicato che l’assessore alla cultura Lepore aveva accettato di fornire un nuovo spazio all’XM24 sempre in Bolognina entro e non oltre il 15 novembre 2019, ero lì a vedere i fuochi d’artificio mentre i compagni e le compagne scendevano dal tetto ed ero lì mentre guardavo i fumogeni oscurare sempre di più la trilogia del Navile che incombeva sempre più pressante su quel parco.

Alle 5.30 della mattina del 6 agosto Bologna si è sgretolata un po’ di più, il Nulla ha fatto un balzo avanti, ma vi ricordo una cosa, nella Storia Infinita il Nulla distrugge tutto, tranne un granello di sabbia dal quale ricomincerà tutto. Perché, è vero, i regni possono essere distrutti e gli immobili possono essere sgomberati, ma le idee, cari miei, le idee no.

Stella Mantani

(In copertina Michele Lapini)


Questo articolo è stato pubblicato anche su @iltempodelleidee, in data 8 agosto 2019.

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