Politica

Verso le Europee – 1. GUE/NGL – La Sinistra

Le Elezioni Europee si stanno avvicinando e noi di Giovani Reporter abbiamo deciso di impegnarci affinché i nostri lettori arrivino al voto informati. A partire da oggi pubblicheremo una serie di articoli di approfondimento sulle principali famiglie politiche presenti al Parlamento Europeo, l’istituzione che il 26 maggio saremo chiamati a rinnovare. Si comincia con la sinistra radicale, la GUE, rappresentata in Italia dalla lista La Sinistra.

La Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL) è un gruppo formato da partiti di orientamento socialista e comunista. È composto da 52 europarlamentari provenienti da 14 paesi ed è la quinta compagine europea in ordine di grandezza.

La storia del gruppo

Il gruppo prende forma nel 1994 con la fusione di due correnti rimaste fino ad allora distinte: quella eurocomunista, critica dell’UE ma non pregiudizialmente contraria, e quella euroscettica, avversa a qualsiasi cessione di sovranità. Appartenevano alla prima categoria i partiti comunisti di Italia e Spagna e la sinistra radicale greca; erano invece di parere diverso i comunisti francesi, greci e portoghesi. È quindi nel 1995, con l’ingresso nell’Unione dei paesi scandinavi, che il raggruppamento assume la denominazione attuale.

Nata già indebolita della caduta dell’Unione Sovietica e dal conseguente scioglimento del Partito Comunista Italiano (1991), la GUE perde progressivamente la sua anima comunista e accoglie negli anni nuove istanze ecologiste, femministe e no-global. Negli anni successivi, inoltre, l’UE si espande a Est e l’assenza di partner politici nei paesi ex sovietici contribuisce alla marginalizzazione del gruppo all’interno dell’Europarlamento. È solo nel 2014 che, in risposta alla grave crisi economica, sorgono nuove formazioni politiche capaci di ridare linfa alla sinistra e rinnovare il dibattito. Tra questi i più importanti sono gli spagnoli di Podemos e i greci di Syriza.

Il Partito della Sinistra Europea

Oggi la sinistra radicale italiana non gode di grande prestigio internazionale. Tra frequenti scissioni e ricomposizioni, quel che resta delle forze comuniste e socialiste alternative al PD fatica a trovare una sistemazione stabile. Eppure in passato, anche dopo l’epilogo dell’influente PCI, le forze italiane si trovavano ad essere le più rispettate dell’intero continente. È proprio per iniziativa di Rifondazione Comunista e del suo segretario Fausto Bertinotti che (all’interno della GUE) nel 2004 nasce il Partito della Sinistra Europea, un vero e proprio partito europeo a cui sono oggi affiliati 27 partiti nazionali provenienti da 25 paesi diversi, alcuni anche esterni all’Unione.

Secondo le regole introdotte dal trattato di Lisbona, viene eletto presidente della Commissione europea lo “Spitzenkandidat” che riceve più voti; e questi candidati sono nominati dai partiti europei. Nel 2014 la Sinistra Europea nominò il futuro premier greco Alexis Tsipras, allora un simbolo della lotta all’austerità. Per le europee di quest’anno invece i candidati scelti sono due, l’attrice slovena Violeta Tomic e il sindacalista belga Nico Cue.

I due “spitzenkandidaten” del Partito della Sinistra Europea (PEL), Violeta Tomic e Nico Cue. A destra il tedesco Gregor Gysi, presidente del partito.

Il nuovo euroscetticismo di sinistra

Come già accennato in precedenza, il gruppo della GUE/NGL non ha mai avuto una posizione unitaria sulla questione europea. Tutti i partiti che vi aderiscono criticano l’UE per la scarsa democrazia interna, per l’assenza di una reale solidarietà tra i paesi e per quella che percepiscono come una “natura neoliberista” dei trattati. Ciò nonostante, l’uscita dall’euro o dall’Unione resta ancora un tabù per molti perché associata al nazionalismo e all’estrema destra. La recente esperienza di governo di Alexis Tsipras in Grecia, però, ha generato una nuova ondata di euroscetticismo di sinistra.

Il leader di Syriza fu eletto primo ministro nel gennaio 2015 promettendo di mettere fine ai programmi di austerità applicati dai governi precedenti su imposizione dei creditori internazionali e di uscire dalla crisi con politiche redistributive. Si avviò quindi un durissimo negoziato al termine del quale il governo greco, privo di sponde in Europa, fu costretto ad alzare bandiera bianca e accettare un piano di riforme sostanzialmente identiche a quelle prima rifiutate. Il “voltafaccia” di Tsipras ha provocato grossi malumori tra i suoi ex sostenitori, portando alcuni di questi a studiare la possibilità di un “piano B”. Il più importante portavoce di questa corrente è il francese Jean-Luc Mèlenchon che ha lasciato il Partito della Sinistra Europea in protesta verso l’operato di Syriza. Questo “sovranismo” di sinistra è comunque molto diverso dall’antieuropeismo di destra. Non si prefigge infatti di ritornare alla chiusura degli stati-nazione ma ricerca differenti forme di cooperazione internazionale.

La Sinistra, programma e candidati

La lista italiana associata al gruppo GUE/NGL e alla Sinistra Europea si chiama La Sinistra. È una coalizione di partiti i cui due principali fondatori sono Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

Da sinistra: il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, l’europarlamentare uscente Eleonora Forenza, la candidata Costanza Boccardi e il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni

Ha un programma fortemente riformista volto a una “radicale rifondazione democratica dell’Europa” da realizzare ampliando i poteri del Parlamento Europeo a scapito del Consiglio e della Commissione. Chiede inoltre che la Banca Centrale Europea, organo finora indipendente, venga sottoposta al controllo del Parlamento e si preoccupi oltre che dei tassi d’interesse anche di politiche monetarie finalizzate alla piena occupazione. Per abbandonare l’austerità si propone anche di abolire il Fiscal Compact e il principio del pareggio di bilancio. Le misure per sconfiggere la povertà sono l’introduzione un salario minimo europeo e di un reddito di base finanziati con tasse sui grandi patrimoni e sulle transazioni finanziarie a fine speculativo. L’armonizzazione del sistema fiscale comprende norme per l’abolizione dei paradisi fiscali interni all’Unione Europea (Lussemburgo, Paesi Bassi e Irlanda), grazie ai quali i super ricchi di tutta Europa evadono ogni anno miliardi di euro al fisco.

La transizione ecologica dell’economia è uno dei punti salienti del programma. Per realizzarla si propone un grande piano di investimenti verdi (Green New Deal) in grado di ridurre le emissioni di gas serra del 65% e di aumentare la quota di energia pulita al 45% del totale entro il 2030. In ambito sociale La Sinistra si schiera “per un’Europa femminista” e al fianco del movimento “Non una di meno“, proponendo leggi a favore della parità di genere e contro la violenza domestica e le discriminazioni alle persone LGBTQI. L’idea di “Europa dell’accoglienza, antirazzista e inclusiva” prevede inoltre la creazione di canali d’ingresso sicuri per i richiedenti asilo, politiche d’inclusione sociale per i migranti e uno ius soli europeo. Per quanto riguarda il commercio La Sinistra si oppone ai trattati TTIP e CETA ritenendoli incompatibili con gli standard europei in materia di ambiente, diritti e retribuzione. Nel programma, infine, si parla di superare la NATO e di annullare il progetto dell’esercito europeo a favore di un’Unione che ricerchi delle soluzioni pacifiche ai conflitti in corso nei paesi vicini.

Per ognuna delle cinque circoscrizioni in cui è divisa l’Italia deve essere indicato un capolista. La lista La Sinistra ha scelto sia politici sia esponenti della società civile. Nel Nord Ovest c’è Eleonora Cirant, attivista di “Non una di meno” impegnata in varie campagne femministe per il diritto all’aborto e contro la violenza di genere. Nel Nord Est si candida Silvia Prodi (nipote di Romano), consigliera regionale in Emilia-Romagna fuoriuscita dal PD nel 2017. La capolista del Centro è l’attivista LGBT Marilena Grassadonia, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno. Nella circoscrizione Sud si presenta invece l’europarlamentare uscente Eleonora Forenza, distintasi per il suo impegno a favore della parità di genere ma anche per un controverso viaggio in Ucraina orientale a sostegno dei separatisti filo-russi. Alle Isole infine c’è l’unico uomo capolista, l’ex direttore di Rainews24 Corradino Mineo, senatore nella scorsa legislatura passato dal Partito Democratico a Sinistra Ecologia e Libertà.

Federico Speme

(In copertina una protesta al Parlamento Europeo da parte del gruppo GUE/NGL; nella foto figurano alcune delle più importanti personalità della sinistra radicale europea)

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