Cronaca

Tav – Braccio di ferro Toninelli-Borne

Il governo francese fermo sulla posizione: “La Tav è necessaria”

È un Danilo Toninelli timoroso e preoccupato quello che esce dalle aule del parlamento Europeo a Bruxelles. L’incontro tra il ministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo giallo-verde e la sua omologa francese Elisabeth Borne ha effettivamente confermato quali sono i piani dell’Ue. La questione sulla costruzione della linea ferroviaria ad alta-velocità tra Torino e Lione si complica e adesso il ministro Toninelli si trova stretto tra le cautele dei pentastellati e le spinte propulsive della Lega, degli imprenditori del Nord e del governo transalpino.

La ministra francese Borne, a seguito del colloquio,  ha infatti dichiarato che è indispensabile non perdere contatto con la possibilità di finanziamenti a lungo termine da parte dell’Ue e ha ribadito la possibilità di rinviare, se necessario, la pubblicazione dei bandi TELT per la costruzione del Tunnel di base della linea AV, in programma a Dicembre; di certo però la ministra Borne non ha alcuna intenzione di violare i trattati internazionali e auspica una posizione favorevole e cooperativa da parte dell’Italia. Toninelli replica invece che la priorità è portare a termine l’analisi dei costi e dei benefici da sottoporre ad esperti della commissione europea in vista di una possibile validazione del progetto.

Nel frattempo il vicepremier e ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio ha dichiarato la volontà di potersi confrontare in maniera costruttiva con i membri del comitato SìTav, insieme alla sindaca di Torino Chiara Appendino, il cui timore è più che altro la pressione dei forti gruppi imprenditoriali dell’hinterland torinese. Questi ultimi spingono per la promozione e la costruzione dell’opera, anche se il progetto continua a suscitare perplessità soprattutto tra le più alte cariche in mano ai pentastellati, come il presidente della Camera Roberto Fico, che ha definito la TAV “un’opera del tutto obsoleta e che non va assolutamente fatta”.

Le uniche certezze per ora sul destino del progetto Tav sono la forte decisione del governo francese – supportata dagli accordi Ue – e la chiara presa di posizione delle cariche pentastellate di rinviare la delibera sulle gare d’appalto proposte almeno fino alla revisione dell’analisi dei costi e dei benefici promessa da Toninelli, in attesa degli sviluppi futuri di una situazione che si fa sempre più delicata tra contrasti e operazioni di analisi infrastrutturali.

Stefano Maggio

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